Ero pronto ad andar giù di mannaia su quel DDL pasticciato che modificherà (forse) la legittima difesa nell’ordinamento italiano, ma son stato preso alla sprovvista. Nemmeno il tempo di prender la penna in mano, che alle (prevedibili) contrarietà dell’opposizione si sono aggiunti gli stessi relatori, molti esponenti di maggioranza, il segretario del maggior partito al governo, i magistrati, i sindacati, il mio meccanico, addirittura Saviano. Insomma una legge nemmeno nata e già disconosciuta e odiata da tutti. Potevo io essere una delle voci del coro? Assolutamente no.
Quindi mi sono sfilato, per puro spirito di contraddizione, pronto a sostenere questa sconclusionata norma.
E così mi son trovato dalla stessa parte di Alfano.
Impossibilitato a difendermi… e non era nemmeno notte…

Digressione  —  Pubblicato: 8 maggio 2017 in polizia

 

Insomma, non è la prima volta che ci augurano disgrazie variamente nefaste, anche in maniera originale, quindi le parole di una ennesima imbecille sul web, li per li non mi hanno poi scandalizzato più di tanto. Chi come me ha prestato servizio in piazza, quante cose ha sentito negli anni, quanti insulti sputati in faccia, quante offese. Spesso da non farci nemmeno più caso, perché in  certe occasioni si percepisce che l’obiettivo reale non siamo nemmeno noi; in quel momento, con la nostra divisa siamo l’obbiettivo più facile, più immediato. Siamo l’ostacolo tra la rabbia e la sua causa. Nell’immaginario collettivo, nella foga del momento, rappresentiamo il potere, l’autorità. Poco importa se a volte la pensiamo e condividiamo le motivazioni di chi ti sta letteralmente sputando addosso.

Ma stavolta la cosa è diversa. Qui non c’è una motivazione reale, non c’è rabbia per un posto di lavoro in pericolo, per una strada che squarcerà la tua montagna, per gli olivi strappati dalla terra dei tuoi padri e che vorresti lasciare integra ai tuoi figli, per gli aumenti, i licenziamenti…

Qui c’è una decerebrata che in un’intervista al Tempo  si arrabbia con i Carabinieri per “una multa sbagliata”; un’idiota che si augura la morte dei Carabinieri ma voleva dire che “il cavalcavia è caduto su uomini che guadagnano mille euro al mese” una poveraccia che non conosce l’acronimo ACAB ma lo ricopia e lo sottoscrive.

Insomma una sprovveduta che non capisce la potenza delle frasi lanciate nel web e nemmeno, a quanto pare, conosce il significato delle parole che usa.

In queste poche righe ho usato per lei le parole imbecille, decerebrata, idiota e sprovveduta. E credetemi, per l’appunto, sulla parola: son certo di conoscerne il significato.

Sbirri ingrati e criticoni

Pubblicato: 24 aprile 2017 in polizia

Avevamo troppi parlamentari; e li pagavamo troppo.

Avevamo troppi sbarchi, troppi clandestini e troppe ONG e ci costavano troppo.

Avevamo troppe forze dell’ordine, troppi mega funzionari, troppe scorte, troppe auto blu, troppe tasse, troppo debito pubblico e troppe banche.

Insomma, da qualche parte si doveva pur iniziare, quindi, sbirri ingrati e sempre pronti a criticare, non dite che stavolta non vi è stata data la priorità.

Premetto che io, “Amici”, lo odio.

Logo_Amici_di_Maria_De_Filippi_marijuanaNulla di personale contro la Maria nazionale, e tanto meno contro quel burbero sagace di Rudy Zerbi; sono anzi gli unici due che salvo. Ammetto di aver subìto il programma solo un paio di volte mentre con la mente facevo altro ma è stato sufficiente per odiarlo. Di certo, sulla bilancia del giudizio, pesa notevolmente la mia non più verde età e il mio amore per il silenzio. Quindi, una massa di ragazzini che urlano a squarciagola senza alcun motivo apparente, è quanto di più lontano ci possa essere dai miei gusti per una piacevole serata casalinga. Ma sarebbe il minimo. Quello che trovo inquietante è che tra i personaggi principali del programma e quindi esempio per i giovanissimi ci sia un tale Marco Castoldi, in arte Morgan, consumatore ed estimatore senza mai farne segreto, di smodate quantità di droghe pesanti nonché condannato per oltraggio a Pubblico Ufficiale. Davvero un bell’esempio per i ragazzi che seguono il programma.

Apprendo quindi con piacere la notizia del suo allontanamento dal Talent-Show per motivi che ignoro e che sinceramente credo di voler sconoscere per sempre. L’inatteso colpo di scena non mi farà cambiare idea sui “bimbiminchia” per dirla alla Morgan, ma incuriosito dall’imminente ingresso in scena di un nuovo protagonista, ne spulcio le peculiarità. Sarà con noi (anzi con voi perché io non lo vedrò di certo) per molte puntate, il professore delle banalità, famoso per il suo impegno a liberalizzare l’uso di droghe e che spesso se la prende con le forze dell’ordine che applicano la legge. Roberto Saviano.

Capelli a parte, notate qualche differenza tra i due?

javert lo sbirro

Ma dimentica di averne offeso uno nella stessa trasmissione e con lui altri centomila appena due mesi fa.
Fino a due giorni fa vrebbe fatto di tutto pur di non vedere un poliziotto, specialmente questo…

E adesso li invoca… chissà come mai?

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Non sono solitamente politically correct e stavolta, porca miseria, è la volta buona per esserlo ancora meno. Questo vergognoso e incredibile accordo firmato dal Governo italiano davanti alla Corte Europea è una gigantesca e ingiustificata vigliaccata. C’è poco da aggiungere. Ogni poliziotto dovrebbe sentirsi offeso e umiliato dalla promessa dell’esecutivo di sottoporci a dei corsi di “rispetto dei diritti umani”. Ma hanno una vaga idea di cosa fa, ogni giorno un poliziotto? Cose come garantire la possibilità di manifestare, di viaggiare ma anche di star fermi, di espatriare e di rientrare in patria, di fare sport e di assistervi, di essere sicuri in casa ma anche nelle piazze, di essere diversi e di riunirsi, di essere assistiti, di avere un permesso di soggiorno, di navigare di denunciare, querelare di essere rassicurati, difesi, di ottenere giustizia, di aprire una attività, di non essere offesi, oppressi, di non finire dilaniati da una bomba o stirati sotto un camion… non garantiamo ogni giorno il rispetto di questi e di molti altri simili diritti umani? Possiamo non conoscerli?

Immaginavo, a questo punto, di metter giù quest’angolo con estrema facilità. Dopo la doverosa letta delle ragioni del governo, delle sparate degli antipoliziotti, dei loro partiti e di chi non sa nemmeno di che cosa si stia parlando, volevo riunire le dichiarazioni univoche e indignate dei rappresentanti dei poliziotti. Una riga da ogni sigla poteva bastare per preparare un articolo esplosivo. Dal CO.I.S.P. (mi si consenta di citarlo per primo) e S.A.P. annoto marchiati, scaricati, svenduti, vilipesi, umiliati e offesi, ci si vergogna di questo Governo, si propone un corso per i politici, altrocheno. Cerco qualcosa, una parola, un commento del SIULP… del SIAP… della UIL Polizia… Fatica vana. Per onor di cronaca, trovo un articolo del SILP CGIL… era meglio non trovarlo.

Articolo chiuso alle 01.30 dell’8 aprile. Se, tardivamente, l’elenco dei sindacati dei poliziotti dovesse aumentare, mi riprometto di aggiornarlo al prossimo angolo.

I posti vuoti dell’asilo

Pubblicato: 2 aprile 2017 in Cronaca
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Durante la settimana, colleziono dai giornali e dal web, ma anche origliando chiacchierate e cogliendo frammenti di vita reale, quei fatti che potrebbero diventare oggetto del prossimo Angolo delle Riflessioni. Ne prendo diligentemente nota finché, con l’approssimarsi della pubblicazione, rileggo tutto e cerco di tirar fuori qualcosa che spero sempre sia divertente, magari ironico e che faccia possibilmente riflettere chi lo legge, in ossequio al pomposo titolo della rubrica.

Per questo appuntamento avevo segnato, tra le altre cose, alcuni pesci d’aprile ben riusciti, di nuovo i numeri sulle divise, i mille e uno riordini, quegli ottanta euro stanziati, definiti, stabiliti, accordati, annunciati, promessi, assicurati ma che non arrivano mai e quelle due sedie vuote di Ascoli Piceno.

Poi, come uno squarcio nel cielo, una notizia che le oscura tutte. La mano armata di un padre che a pochi chilometri da dove sto scrivendo si abbatte violenta e mette fine a due vite troppo brevi.

D’improvviso la mia lista si incenerisce e tutto perde valore. Le due sedie vuote davanti al Capo della Polizia si trasformano nei due posti vuoti per sempre alla Scuola Materna di Trento e tutto il resto si offusca piano fino a svanire. Angolo compreso.