Mi chiedevo:

ma quelli che che in un momento di fortissima recrudescenza di reati informatici, spesso a danno di minori decidono di chiudere gli uffici della Polizia Postale…

che in una situazione di forte immigrazione di persone che, obiettivamente, qualche problema di convivenza lo creano, chiudono i presidi di Polizia…

che in un periodo in cui le forze dell’ordine sono spesso l’unico punto di riferimento per la gente che si vede sopraffatta in casa propria, creano delle norme che limiteranno lo spettro d’azione dei poliziotti…

Quelli insomma, ci siamo capiti, proprio quelli; che son poi gli stessi che preleviamo dagli hotel a cinque stelle o da case ben isolate e protette, che nemmeno il problema di parcheggiare o di non trovare più l’auto e portiamo ai convegni su strade privilegiate, e poi al ristorante riservato e alla conferenza entrando dal retro e poi in albergo in zona pedonale e poi fuori a cena e poi in aeroporto sala vip… mai un autobus dove pagano solo alcuni, mai una metropolitana dove ti devi sempre guardare le spalle, mai una coda in biglietteria col portafoglio infilato nelle mutande, mai al supermercato schivando mille questuanti, mai un bagno di una stazione, mai un parco coi figli schivando bottiglie e in piedi che le panchine sono territorio straniero, mai paura a rientrare tardi alla sera che tanto c’è la scorta, mai apprensione se senti rumori alla notte, mai una attesa al Pronto Soccorso sempre dopo chi che ne ha fatto una residenza…

Quelli, volevo chiedere prima di iniziare uno dei mille servizi di scorta e tutela, in che realtà vivono?

Ma non me lo chiedo più.

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Digressione  —  Pubblicato: 11 giugno 2017 in polizia

Addio

Pubblicato: 24 maggio 2017 in polizia
Un tempo ci dovevamo guardare solo dai criminali.

Bei tempi

Anno 2000. Javert, Ispettore della Polizia di Stato sulle Volanti, si infila i pantaloni della divisa, spesso invernali anche d’estate che di quelli estivi c’è spesso carenza. Camicia e cravatta sotto una giacca tempestata di bottoni dorati. Scarpette col tacco e cinturone bianco agggiustato con un ribattino. I guanti se li è comperati. Prova la radio portatile la cui batteria durerà qualche ora. Ha 36 anni Javert e sa che là fuori dovra guardarsi le spalle dai criminali. E questo gli da la forza di proseguire,

Anno 2017. Javert, non è più sulleVolanti. Dopo tanti anni lavora in ufficio ma molto spesso deve uscire in strada. Allora si infila i pantaloni della divisa, ancora invernali ma che non si chiudono più, che l’età qualche chilo l’ha portato, ma di nuovi non ce n’è. Camicia e cravatta sotto una giacca tempestata di bottoni dorati. Scarpette col tacco e cinturone bianco. I guanti se ne è comperati di nuovi. Prova la radio portatile la cui batteria durerà qualche ora.

Non è cambiato poi molto: ha solo qualche anno in più, Javert e sa che là fuori dovrà guardarsi le spalle dai criminali… e da chi, alla prima occasione, si schiererà dalla loro parte; sui giornali, sui media, nelle aule di Tribunale, nelle dichiarazioni di partito.

E questo, nel 2018, spegnerà quella voglia di rinfilarmi i pantaloni invernali, la giacca e la camicia…

Insofferenti a certe sentenze

Pubblicato: 14 maggio 2017 in polizia

Lettera di un vecchio sbirro ai giovani poliziotti d’oggi.

Pesta i poliziotti ma non deve essere punito.
Il giudice:”E’ insofferente ai controlli di polizia”.

Risultati immagini per giudice

Eravamo i poliziotti delle Volanti negli anni ottanta e novanta. Giubbone di pelle d’inverno e atlantica cartonata d’estate, scarpe improponibili e berretto in cordellino solo d’impaccio. Alfa Romeo fumose e di serie, agende sotto braccio, radio gracchianti e sempre scariche. Relazioni a fine turno su veline infilate a forza nelle Olivetti e sigarette troppo corte durante notti troppo lunghe.

Non avevamo l’abbigliamento dedicato, le automobili speciali e la tecnologia all’avanguardia. Mangiavamo quintali di glutine, fritti e litri di caffè; se c’era il latte non era mai scremato; bevevamo gasato, zuccherato e spesso alcolico, fumavamo senza filtro e frequentavamo più discoteche che palestre e SPA.

Sbattuti in strada, oggi, faremo la stessa impressione dei Causio, dei Rivera, dei Burgnic proiettati nel Campionato 2017. Efficaci e un po’ romantici allora, forse ridicoli oggi ma in fondo non molto diversi da voi, Volantini del 2017.

E’ da queste immagini in bianco e nero, un po’ sgranate e cariche di ricordi che mi permetto di lanciare un consiglio.

Non mollate ragazzi, anche davanti a sentenze che umiliano la vostra passione e la vostra professionalità. Portate avanti il vostro compito e credeteci, anche se a volte sembra che tutto sia contro di voi perché la gente, la parte buona, sana della società è con voi.

E a cagionare insofferenza, non sono i vostri controlli ma certe vergognose sentenze.

Ero pronto ad andar giù di mannaia su quel DDL pasticciato che modificherà (forse) la legittima difesa nell’ordinamento italiano, ma son stato preso alla sprovvista. Nemmeno il tempo di prender la penna in mano, che alle (prevedibili) contrarietà dell’opposizione si sono aggiunti gli stessi relatori, molti esponenti di maggioranza, il segretario del maggior partito al governo, i magistrati, i sindacati, il mio meccanico, addirittura Saviano. Insomma una legge nemmeno nata e già disconosciuta e odiata da tutti. Potevo io essere una delle voci del coro? Assolutamente no.
Quindi mi sono sfilato, per puro spirito di contraddizione, pronto a sostenere questa sconclusionata norma.
E così mi son trovato dalla stessa parte di Alfano.
Impossibilitato a difendermi… e non era nemmeno notte…

Digressione  —  Pubblicato: 8 maggio 2017 in polizia

 

Insomma, non è la prima volta che ci augurano disgrazie variamente nefaste, anche in maniera originale, quindi le parole di una ennesima imbecille sul web, li per li non mi hanno poi scandalizzato più di tanto. Chi come me ha prestato servizio in piazza, quante cose ha sentito negli anni, quanti insulti sputati in faccia, quante offese. Spesso da non farci nemmeno più caso, perché in  certe occasioni si percepisce che l’obiettivo reale non siamo nemmeno noi; in quel momento, con la nostra divisa siamo l’obbiettivo più facile, più immediato. Siamo l’ostacolo tra la rabbia e la sua causa. Nell’immaginario collettivo, nella foga del momento, rappresentiamo il potere, l’autorità. Poco importa se a volte la pensiamo e condividiamo le motivazioni di chi ti sta letteralmente sputando addosso.

Ma stavolta la cosa è diversa. Qui non c’è una motivazione reale, non c’è rabbia per un posto di lavoro in pericolo, per una strada che squarcerà la tua montagna, per gli olivi strappati dalla terra dei tuoi padri e che vorresti lasciare integra ai tuoi figli, per gli aumenti, i licenziamenti…

Qui c’è una decerebrata che in un’intervista al Tempo  si arrabbia con i Carabinieri per “una multa sbagliata”; un’idiota che si augura la morte dei Carabinieri ma voleva dire che “il cavalcavia è caduto su uomini che guadagnano mille euro al mese” una poveraccia che non conosce l’acronimo ACAB ma lo ricopia e lo sottoscrive.

Insomma una sprovveduta che non capisce la potenza delle frasi lanciate nel web e nemmeno, a quanto pare, conosce il significato delle parole che usa.

In queste poche righe ho usato per lei le parole imbecille, decerebrata, idiota e sprovveduta. E credetemi, per l’appunto, sulla parola: son certo di conoscerne il significato.

Sbirri ingrati e criticoni

Pubblicato: 24 aprile 2017 in polizia

Avevamo troppi parlamentari; e li pagavamo troppo.

Avevamo troppi sbarchi, troppi clandestini e troppe ONG e ci costavano troppo.

Avevamo troppe forze dell’ordine, troppi mega funzionari, troppe scorte, troppe auto blu, troppe tasse, troppo debito pubblico e troppe banche.

Insomma, da qualche parte si doveva pur iniziare, quindi, sbirri ingrati e sempre pronti a criticare, non dite che stavolta non vi è stata data la priorità.

Premetto che io, “Amici”, lo odio.

Logo_Amici_di_Maria_De_Filippi_marijuanaNulla di personale contro la Maria nazionale, e tanto meno contro quel burbero sagace di Rudy Zerbi; sono anzi gli unici due che salvo. Ammetto di aver subìto il programma solo un paio di volte mentre con la mente facevo altro ma è stato sufficiente per odiarlo. Di certo, sulla bilancia del giudizio, pesa notevolmente la mia non più verde età e il mio amore per il silenzio. Quindi, una massa di ragazzini che urlano a squarciagola senza alcun motivo apparente, è quanto di più lontano ci possa essere dai miei gusti per una piacevole serata casalinga. Ma sarebbe il minimo. Quello che trovo inquietante è che tra i personaggi principali del programma e quindi esempio per i giovanissimi ci sia un tale Marco Castoldi, in arte Morgan, consumatore ed estimatore senza mai farne segreto, di smodate quantità di droghe pesanti nonché condannato per oltraggio a Pubblico Ufficiale. Davvero un bell’esempio per i ragazzi che seguono il programma.

Apprendo quindi con piacere la notizia del suo allontanamento dal Talent-Show per motivi che ignoro e che sinceramente credo di voler sconoscere per sempre. L’inatteso colpo di scena non mi farà cambiare idea sui “bimbiminchia” per dirla alla Morgan, ma incuriosito dall’imminente ingresso in scena di un nuovo protagonista, ne spulcio le peculiarità. Sarà con noi (anzi con voi perché io non lo vedrò di certo) per molte puntate, il professore delle banalità, famoso per il suo impegno a liberalizzare l’uso di droghe e che spesso se la prende con le forze dell’ordine che applicano la legge. Roberto Saviano.

Capelli a parte, notate qualche differenza tra i due?