Sulla mia pelle nuda

Pubblicato: 16 luglio 2017 in polizia

E così è arrivato il momento dell’addio. 
Finisce qui, dopo trentaquattro splendidi anni. D’estate, stessa stagione del nostro primo incontro perché la nostra è stata sempre una storia estiva, di quelle che si ripetono e si rinnovano puntualmente con le prime giornate calde per poi spegnersi con l’approssimarsi della brutta stagione. 

Quanto ti avevo desiderato, voluto, spiato, sognato di “averti sempre addosso” come cantava Vasco Rossi in quei tempi. E alla fine ci sono riuscito. Eri finalmente mia. Elegante ma sobria, discreta ma con una indiscutibile originalità e una personalità inequivocabile. Mai una grinza turbava la tua impeccabile apparenza. Quante storie potremmo raccontare. Quella volta che un acquazzone ci sorprese in piazza e le gocce di te sulla mia pelle che non se ne volevano andare più o quel bagno troppo energico e il tuo colore che virava verso quello del cielo. Siamo cresciuti assieme, io contando qualche capello bianco in più e tu che ti rendevi più morbida nelle forme ed infine impreziosita da piccole vezzosità dorate.

Ma tutte le storie, specialmente quelle belle, prima o poi finiscono.

Anche se la mia pelle ora non sarà più accarezzata da te, non dimenticherò mai quello che sei stata per me.

Addio camicia Atlantica.
(Dedicato ai poliziotti che l’hanno indossata)

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