Festa della Polizia 2014. Lettera al Questore di Trento

Pubblicato: 13 maggio 2014 in Uncategorized
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Carissimo signor Questore
anche quest’anno abbiamo ricevuto il Suo invito per partecipare all’annuale Festa della Polizia e non facciamo segreto del nostro primo pensiero: “ Ma che cosa vogliamo festeggiare? Perché dobbiamo esibire un sorriso di circostanza, indossare la divisa buona
e accomodarci a fianco delle autorità di turno a sentire frasi di circostanza che esauriranno il loro effetto ancor prima di essere dette? Come ascoltare per l’ennesima volta e applaudire il messaggio del Capo della Polizia, che si congratula e si compiace, ma che non esita a chiamare “cretino” uno dei suoi uomini sulla base di qualche fotogramma estratto da una giornata difficile, pesante e non certo ordinaria? Stile non originale e già esibito anche dal suo predecessore tra l’altro.Con quale entusiasmo partecipiamo ad una festa dopo aver visto lo Stato, che noi rappresentiamo, abbassarsi a imbarazzanti trattative con un delinquente ultrà, e che poco o nulla ha da dire sulla frase esibita sulla sua maglietta ( ma ce ne sono centinaia in giro), quel terribile schiaffo a Filippo Raciti, alla sua famiglia e a tutti noi, quasi fosse una cosa normale di un paese normale? Come apprezzare i messaggi di quelle Autorità che si stracciano le vesti e lanciano strali per un applauso o per una manifestazione solo perché proviene da chi non è “allineato”, ma soprattutto perché porta consenso mediatico e quindi elettorale senza prima sapere di che cosa si tratta? (Non si contestava la sentenza, ricorderà, ma la modalità della sua esecuzione).

Ma lasciando i panorami nazionali e guardando alla realtà trentina, caro dottor Iacobone, ricorderà che da subito avevamo sollevato le nostre perplessità sull’eccessivo impiego numerico di personale da Lei disposto per il suo svolgimento. Ci era parso davvero fuori luogo prevedere un utilizzo di 60 poliziotti trentini, (dirigenti e direttivi esclusi) per lo svolgimento di una Festa che lo stesso dipartimento della Pubblica Sicurezza pretendeva fosse improntata sulla sobrietà e sul risparmio. Sono ancora freschi di stampa i nostri interventi, quelli di alcuni politici locali che hanno sentito personalmente il problema ma soprattutto i Suoi, volti ad ottenere un aumento di personale per le nostre gloriose ma attempate compagini e ci permettiamo di utilizzare sessanta giornate lavorative per una Festa basata sul risparmio e sulla sobrietà? Non riusciamo a garantire una copertura di 24 ore su 24 per le Volanti di Rovereto e Riva del Garda, stravolgiamo i turni dei nostri Poliziotti di Quartiere per tamponare le carenze di personale delle Volanti di Trento e sprechiamo così i nostri uomini? Svuotiamo gli uffici per riuscire a raffazzonare un contingente territoriale di una decina di poliziotti
cinquantenni da allineare davanti alle manifestazioni di piazza e ne utilizziamo allegramente sessanta per riempire le fotografie e le riprese mediatiche? Siamo riusciti ad ottenere una limatura negli impieghi certo, ma quelle giornate sarebbero state
preziosissime e lo saranno, vedrà, per far fronte a tutti gli impegni che dovremo affrontare nel prossimo futuro: Elezioni Europee, Festival dell’Economia, Giro d’Italia, Feste Vigiliane e tutte quelle attività di Ordine Pubblico che non mancano mai nella nostra pur gradevole realtà di provincia. E le perplessità aumentano quando guardiamo sconfitti il nostro parco autovetture, con mezzi di importanza fondamentale per le attività di indagine, fermi “per mancanza di fondi”; stiamo parlando di riparazioni del costo di poche centinaia di euro. Non Le sembrerebbe più saggio, da numero uno della Questura, utilizzare quei mille, millecinquecento euro che il Dipartimento in occasione della cerimonia Le autorizza a spendere, per rimettere in moto quei mezzi?
Immaginiamo che sarebbe vista coma una cosa inaudita, contro la prassi e le abitudini. Già ci par di sentire le proteste dei nostri grigi contabili e le solite tirate sui protocolli di spesa, sui rendiconti e chissà su cos’altro. Ma che bello sarebbe se Lei, per una volta
facesse una cosa mai vista, una cosa dettata dalla logica, dalla concretezza, una cosa da poliziotto, non da cerimoniere. Chi mai potrebbe contestarLe di aver acquistato delle pastiglie per i freni delle autovetture della Squadra Mobile invece di una tavolata di
tartine o di qualche bottiglia delle pur apprezzabili bollicine trentine? 

E’ giunta anche qui l’ora della Festa egregio Commendatore e i poliziotti che Lei premierà, e quelli che faranno da contorno alla cerimonia, si metteranno la divisa pulita.
Anche quelli che nello stesso momento stanno lavorando, su una Volante, a piedi in città, sulle strade e sull’Autostrada, quelli che lunedì torneranno in ufficio, quelli che vigilano le nostre strutture, quelli che parlano alla radio, quelli che controllano i monitor, quelli che inseriscono dati, quelli che fanno i passaporti ed i permessi di soggiorno, quelli che fanno le espulsioni, quelli che accompagnano gli stranieri alle frontiere e gli arrestati nelle carceri, quelli che vigilano sui seggi elettorali, quelli che eseguono le Sue misure di Prevenzione, quelli che affrontano i problemi dei minori, quelli che fanno le indagini, quelli che conservano e distribuiscono il materiale, quelli che fanno le scorte, quelli che ci insegnano l’uso delle armi, quelli che controllano la rete, quelli che vigilano le stazioni, quelli che scortano i treni ed i passeggeri, quelli che fanno le foto, che rilevano impronte e che elaborano tracce, reperti e prove, quelli che stanno con le cuffie in testa ore ed ore ad ascoltare telefonate, quelli che assicurano le nostre comunicazioni, quelli che mantengono in vita i nostri automezzi, quelli che conducono i cani sprofondando nella neve, quelli che si arrampicano, quelli che prendono scudo e casco e scendono in piazza, quelli che ci scuseranno se ci sono sfuggiti. Anche loro metteranno la divisa pulita, anzi metteranno probabilmente l’unica divisa loro rimasta, perché ormai da tempo il nostro magazzino non ha più divise da distribuire. E per quelli che usano i propri abiti, pare non si provveda nemmeno più a garantire quel piccolo bonus previsto. Tirando le somme, qui a Trento, che cosa andiamo a festeggiare?”
E’ stato questo il nostro primo pensiero, caro Capo, e con l’esito scontato del nostro disinteresse a festeggiare chichessia avrebbe potuto concludersi qui.
Ma c’è qualcosa in più, qualcosa di incondizionato e di inarrestabile che ci porta al secondo pensiero: la consapevolezza di svolgere un lavoro importante ed indispensabile per i cittadini e per lo Stato, sì, anche per quella parte di Stato che spesso ci dimentica e
ci umilia. L’amore per il nostro lavoro, in cui crediamo e nel quale crede la grande maggioranza dei cittadini, la parte sana della società, quella che non ha le grancasse o i pulpiti politici per farsi sentire, quella che non è in guerra con la Polizia. E’ l’orgoglio di
appartenere ad una grande istituzione, fatta di gente forte, sana e valorosa, che chiama il proprio lavoro “servizio” perché di servizio per la gente si tratta. E se come sindacato alziamo la voce, gridiamo e protestiamo è perché in questo lavoro crediamo e crediamo
sia possibile farlo ancora meglio.
E oggi, sul palco, in prima fila, caro Questore, guardi bene, ci sono tutti i poliziotti della provincia di Trento, tutti quelli con l’unica divisa un po’ consumata ma anche quelli che non la mettono, quelli che non saranno premiati perché la loro attività non prevede
gloria da medaglie, ma la più grande soddisfazione di essere orgogliosamente poliziotti.
E’ il nostro saluto alla celebrazione della Festa della Polizia che si tiene a Trento che le inviamo caro Questore, sperando di averLe offerto degli spunti per una serena riflessione.
Nonostante il momento difficile e i problemi irrisolti, parteciperemo alla Festa con tutti noi stessi perché questa è la Festa della Polizia e dei poliziotti, di tutti i poliziotti. 

Ci uniamo agli applausi ed orgogliosi salutiamo e ringraziamo i nostri colleghi che oggi saranno premiati.
Con altrettanto orgoglio salutiamo i nostri colleghi feriti in servizio e rivolgiamo un pensiero a quelli caduti, stringendoci idealmente alle loro famiglie.


Il COISP Trentino sarà presente alla Festa della Polizia perché rappresenta i poliziotti e ci sarà anche tutti i giorni successivi.

Sono ben altri che dovrebbero interrogarsi sull’opportunità della loro presenza.

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