Succo di lampone

Pubblicato: 16 febbraio 2013 in Uncategorized
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Tentare un arrivo di sorpresa con una Volante è un po’ come voler sorprendere la compagna fedigrafa, trascinando delle lunghe e rumorose catene lungo il giro scala. Questo non significa che sia impossibile, ma bisogna ammettere che il fattore culo gioca una parte considerevole.

Per nulla scoraggiati da cotanta considerazione filosofica, tentammo una sortita al chiosco di via Zozzo, conosciuto ritrovo di extracomunitari, dove contavamo di beccare tal Karoku Mbaye. Sette anni di condanna e da parte sua nessuna intenzione di scontarla. Noi la pensavamo esattamente al contrario.

Il fattore C ebbe un peso considerevole. Sorpresa totale e 16 persone fermate. Noi eravamo in 4. 4 a 1. Stesso rapporto acqua – succo di lampone per una dolce e piacevole bibita dissetante che tra l’altro adoro.

Alfio iniziò a raccogliere permessi di soggiorno con la compitezza di una maestra al termine di un compito in classe mentre noi raggruppavamo i titolari in un gruppo che chiamai, in uno slancio di creatività “Gruppo A- Titolari di permesso”. 9 elementi.

Separammo un secondo gruppetto, composto da chi il permesso di soggiorno aveva, nell’ordine: 1) Smarrito; 2)Dimenticato a casa; 3)Me l’hanno rubato; 4) Permesso? Ma se sono entrato in Italia giusto stamattina….5)Permesso? Ma io sono svedese!! 6 persone in questo “gruppo B – Senza permesso”.

Una antiestetica anomalia visiva stava però rovinando la mia ordinata sistemazione. Un bellimbusto, alto almeno una spanna più di me se ne stava isolato assaporando beatamente una birra in lattina. Colse la mia disapprovazione e mi guardò come si guarderebbe uno stronzo di cane depositato su un tappeto prezioso. Colsi il suo sguardo e contraccambiai guardandolo come uno stronzo di cane al cospetto di un enorme e nauseabondo buco del c…. In quel momento ebbi la certezza di aver davanti a me l’uomo che cercavo.

Lo scambio di sguardi maschi si protrasse senza sbilanciamenti finché l’energumeno azzardò un colpo a sorpresa, emettendo uno squassante e irriverente rutto. Lo stronzo di cane si destò, trasformandosi, che il Signore mi perdoni tale irriverenza, nell’Arcangelo Michele protettore dei poliziotti, con tanto di spada infuocata.

L’omone nero non sembrò particolarmente colpito dalla trasfigurazione, anzi, per tutta risposta lasciò cadere il panino e fece partire un pugno diretto una spanna sotto la mia aureola. Istintivamente mi spostai di lato e risposi con un sinistro che già da come era partito compresi non sarebbe arrivato a giusta destinazione. Infatti colpii il barattolo che ‘Mbaye aveva in mano, facendolo volare in aria. Una volta a terra, come un piccolo fuoco d’artificio, iniziò a sprizzare un gioioso getto di birra che formò una pioggerella gialla a beneficio di tutti i presenti.

Fu come prendere a badilate un alveare.

Il gruppo A si sfaldò improvvisamente, dividendosi in due fazioni, una solidale con Mbaye ed una antagonista. Il gruppo B, cogliendo l’occasione, si dileguò, pensando bene di omaggiarsi, per il disturbo, di una confezione da 6 di birra Spaten originale di Monaco, di una zuccheriera con tanto di cucchiaino e di un espositore di Boeri al liquore “Vinci sempre”, spazzolando, in sostanza, tutto il bancone.

Alfio, per avere libertà di movimento, consegnò il plico di permessi di soggiorno nelle mani di un allibito tunisino che passava di là. Questo, dopo un attimo di stupore ed un sorriso esagerato, si dileguò con quel prezioso malloppo, nella direzione opposta a quella presa dal gruppo B.

Mbaye cercò di trascinarmi verso la sua parte di gruppo A, che ancora non sapeva di essere diventata, di diritto, gruppo B, sotto-categoria 3, “permesso rubato da ignaro tunisino”. Mi arrivò un solo colpo al labbro inferiore, poi fu la fine. Il gruppo A divenuto B si divise in altre variabili fazioni; chi voleva andarsene, chi voleva il proprio permesso, chi ne approfittava per bere a scrocco. Noi, vecchie volpi del mestiere, facemmo qualche passo indietro e diventammo astutamente dei semplici spettatori.

Dal centro del combattimento-buffet, i partecipanti venivano sbattuti fuori uno alla volta e quindi collocati da noi nel nuovissimo “Gruppo C – Denunciati per rissa” Totale 15 persone.

Il sedicesimo, steso a terra con un nuovissimo bernoccolo in fronte mi allungò rassegnato il suo permesso di soggiorno.

Karoku Mbaye. Gli strinsi le manette ai polsi guardandolo negli occhi.

Succhiai una goccia di sangue che timida e solitaria bagnava il mio labbro inferiore, diluendola in rapporto 1:4 con la mia soddisfazione.

Dolce, come il succo di lampone.

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