Gli occhi di Emanuela

Pubblicato: 20 novembre 2010 in Uncategorized

Non è nuova, ma sempre impressiona la pratica di chi, agognante un momento di visibilità, si erge a paladino, mecenate o difensore postumo di persone che, forse, meriterebbero un sofferto ma definitivo e concreto oblio. 

Sopportiamo quasi quotidianamente, condannati tenere rubriche su periodici di larga diffusione, carcerati dire la loro dai teleschermi,addirittura provati mandanti di omicidi ricevere premi da amministrazioni provinciali.

Una tendenza che da buon ultimo ha afferrato anche un semisconosciuto cantautore siciliano, Moltheni, che dedica il brano di apertura del suo ultimo CD a Mara Cagol, terrorista del comitato esecutivo delle brigate rosse: titolo “Gli occhi di Mara Cagol.”


Il fatto sarebbe passato forse inosservato, se non ci avesse pensato il quotidiano L’Adige, conferendo al brano musicale addirittura l’attributo di “Omaggio particolare, dedicato alla trentina Margherita <> Cagol” ricordandola come “moglie di Renato Curcio, uccisa in uno scontro a fuoco con i Carabinieri il 6 giugno 1973.” (a beneficio
del giornalista; la Cagol morì due anni dopo, il 5 giugno del 75). “Una donna che ha dato e tolto molto…”
Una visione sbrigativa e quasi romantica della terrorista, altro esempio negativo che si vuole forse elevare a modello. Peccato non aver approfittato dell’occasione per ricordare che nella stessa sparatoria fu ucciso anche un Carabiniere (Giovanni D’Alfonso), che la brigatista stava tenendo sequestrato un uomo (Vallarino Gancia), che fu in seguito organizzata l’“esecuzione” del procuratore di Genova Coco per vendicarne la morte. (fonte “Mara Renato e io” di R.Francescchini Mondadori). Poche parole, ritengo dovute, ma che
potevano riportare alla giusta dimensione la figura di una donna che per null’altro dovrebbe essere ricordata che come feroce nemica dello Stato italiano. 

Proprio in questi giorni, in Veneto, sono in programma delle manifestazioni per ricordare le vittime della criminalità, e la frase di G.Pansa che spicca sulle locandine riassume da sola lo scopo di tali commemorazioni: “Non dimentichiamo le vittime perché le
uccideremmo una seconda volta.”
Non confondiamo quindi le vittime del terrorismo e della criminalità con quanti le hanno alimentate e sono per questo morti.

Faccio parte di un sindacato di Polziotti, il COISP, la cui segreteria provinciale di Trento ha voluto, alcuni anni fa, intitolare la sede a Emanuela Loi, Agente della Polizia di Stato uccisa dalla mafia nella strage di via d’Amelio.

Forse nessuno canterà mai i suoi occhi, non ci sarebbe forse alcun tornaconto commerciale, ma quelli come noi, che hanno scelto con questo lavoro, da che parte stare, li ricorderà, pur senza averli mai visti, puliti e senza odio, per rassicurarci di essere da quella giusta.



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commenti
  1. Bob ha detto:

    Come sempre… i miei complimenti 😉

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